martedì 18 ottobre 2011

MANU IS BACK

Scommetto che da settimane vi state chiedendo che fine avessi fatto. Dov'è Manu di Nazareth? Perchè non ha scritto un nuovo post? E le giornate non sono mai state così lunghe, e le vostre vite così tristi.
Per vostra fortuna, dopo tre settimane di viaggio in giro per l'Italia a base di corsi di aggiornamento, colloqui di lavoro e cibo, eccomi tornata alla base, con qualche etto in più e molti soldi in meno, ma pronta a rimettermi all'opera.
Certo, il rientro è stato vagamente traumatico. E non soltanto perchè tornare nella tua monotona cittadina dopo settimane di lontananza ti mette un po' di tristezza; ma anche perché, diciamocelo, chi decollerebbe tranquillo dopo 3 ore di ritardo causa vento passate a bordo, in seguito alle quali il capitano comunica che è necessario che 10 volontari scendano per permettere il decollo?
Ovviamente non è stato difficile trovare 10 mitomani/ipocondriaci che si catapultassero fuori dall'aereo ravanandosi i gioielli di famiglia e sentendosi scampati a una morte imminente. Ma per chi è rimasto a bordo, credetemi, la partenza è stata abbastanza traumatica. 
Aggiungiamoci i bagagli rimasti a Firenze, quindi i successivi due giorni passati con i vestiti che non usi mai e le mutande alla Bridjet Jones di emergenza, in attesa di recuperare la tua valigia all'aeroporto di Catania.
Nonostante tutto questo, rieccomi qui. Caltanissetta, casa, coesistenza con i propri genitori 24 ore su 24, zero privacy.

Chiusa la parentesi, dichiaro concluso questo periodo di silenzio e inauguro la nuova fase logorroica di Circaquasi condividendo con voi una perla di saggezza che la mia cara amica Roberta, aka Nancy, mi ha catapultato addosso l'altra sera al telefono con la pesantezza di un macigno.
Premessa: noi donne siamo abilissime nel dispensare consigli che poi ovviamente non seguiremo mai e poi mai di persona. Anzi, sostanzialmente tendiamo sempre a consigliare proprio l'opposto di quello che siamo solite combinare, con la sicurezza di dare un consiglio saggio proprio perchè partiamo dal presupposto che ogni nostra azione è il più delle volte non solo decisamente sbagliata, ma totalmente contraria ad ogni logica.
La cara Nancy, dunque, mi ha semplicemente chiesto: <Ma a che ti serve guardare tutte queste commedie romantiche americane sfigate se invece di imparare dagli errori della protagonista li commetti tutti uno dopo l'altro?>.
Una sola risposta mi balenava in mente: TOUCHE'.
Ma riflettendoci, che ci posso fare io se a noi donne ci hanno rincoglionito sin dalla nascita a suon di colazioni da Tiffany mentre i maschietti sono cresciuti a pane e Bud Spencer? Non lamentiamoci, poi, che le cose vanno come vanno. 
Questo è puro romanticismo indotto, e potremo anche guardare "La verità è che non gli piaci abbastanza" minimo due volte ogni mese, ma siamo sincere, continueremo a fissare il telefono in attesa di una telefonata.
Ragion per cui, l'overdose di Sex and the city è più che giustificata. Anche solo per riportare il cinismo a livelli tali da bilanciare il nostro ottimismo incondizionato.
Capito?


2 commenti:

  1. Rigenerante questo post... quasi come l'acqua frizzante quanto 6 arso di sete!!!!! brava brava... nn dico altro!!!!!

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  2. O quasi quanto un caffè pettegolo durante il quale aggiornarsi dei pettegolezzi arretrati! :D

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