venerdì 28 ottobre 2011

PER LA SERIE CERCO CASA: TI CUCINO, TI FACCIO I PRIMI

Come molti studenti ogni anno si apprestano a fare, è cominciata la mia ennesima ricerca di una stanza in quel di Catania. Scommetto di non essere la sola a poter dire: ho visto case che voi umani non potete neanche immaginare.
Per chi non avesse mai provato quest'esperienza, sappiate che tutto comincia quando cerchiate con l'evidenziatore gli annunci sul Mercatino; quelli che sceglierete, infatti, saranno i candidati per i prossimi incontri del terzo tipo, quindi selezionateli con cura e soprattutto fidatevi del vostro istinto, dato che molti dettagliatissimi annunci spesso si riducono a <Stanza singola per studentessa fittasi in zona centro>, dove il prezzo è lasciato all'immaginazione e la "zona centro" alla libera interpretazione.
Comincia poi il momento delle telefonate. Scoprirete che la singola in questione è in realtà un ex salotto con una parete divisoria in cartongesso e una finestra che non da' sull'esterno ma sul corridoio, che la zona centro è in realtà il Bronx ma a soltanto un'ora di strada da qualunque università e che il prezzo... bé, il prezzo te lo diranno dopo aver visto la stanza, ché si sa che tutto deve essere contestualizzato!
Ma le mie preferite sono le vecchiette. L'idea di parlare con qualcuno le rende prolisse fino all'indescrivibile e, puntando sull'effetto emotività, quasi ti supplicano di andare a vedere la casa prima di decidere. Lasciano per ultima la ciliegina sulla torta: la stanza in questione è nell'appartamento della nonnina, che di colpo si trasforma da adorabile vecchietta a inquietante aspirante coinquilina. Cominciano le promesse e le lusinghe per convincerti a compiere quel gesto estremo: dividere una casa con una novantenne, peraltro sconosciuta.
<Ma io ti tratto come una figlia! Ti cucino, ti faccio i primi, neanche mi senti a casa, io ogni anno ho avuto una ragazza in casa (e chissà perché è durata solo un anno), c'è il lettone grande, sei fidanzata? Puoi fare venire anche il tuo fidanzato, oppure la mamma (spero la mia, e non quella del mio fantomatico fidanzato), come ti chiami? Ahhhh Martina (si lo so, ho impaccato a una vecchietta, sono una persona orribile) che bellissimo nome! Allora, quando vieni a vedere la casa?>
Vi avverto che per liquidarvele non basterà chiudere la cornetta: saranno pure nate ai tempi di Mussolini, ma se c'è una tecnologia alla loro portata, quella è il riconoscimento di chiamata. Che lo stalkeraggio abbia inizio: adesso, o cambiate numero o andate a vedere la dannata stanza!
Infine, dopo avere fissato gli appuntamenti, cominceranno le perlustrazioni di appartamenti che sfidano le leggi della fisica (per non parlare delle leggi e basta): sottotetti abilmente trasformati in deliziosi appartamenti per nani da giardino, minacciose rampe di scale con gradini ad altezza polpaccio, carte da parati con orsetti in camere effetto loculo.
La scelta diventa ardua, specialmente quando già una volta ti sei fatta supercazzolare. Infatti, prima dell'appartamento teatro dell'incontro con la mitica donna bionica, ho avuto l'onore di vivere nell'ormai rimasta alla storia Casa delle disgrazie, in cui tra frigoriferi rotti, depotenziamenti dell'Enel e invasioni dalle zanzare, l'apice fu la coinquilina con orari assurdi che ogni notte si imponeva la visione de La città incantata di Miyazaki e ogni notte si addormentava, lasciando in loop per tutta la notte e tutta la mattina la canzone sottofondo del menu del dvd.
Morale della favola, neanche a dirlo, ancora non ho trovato casa. Qualche proposta? :D

scena tratta da "Duplex", un film da vedere assolutamente!

6 commenti:

  1. uahahahahahahahha, fantastica. Come sempre.

    RispondiElimina
  2. si,perchè anche io ho avuto il "piacere" di cercare casa a catania quest'anno. E' stato talmente un piacere che sono rimasto a Milano.

    RispondiElimina