giovedì 14 febbraio 2013

E CE LO CACHI CHE E' SAN VALENTINO!

Ok. E' la mattina del 14 febbraio, bevo il caffellatte davanti al pc come di consuetudine e scandaglio le notizie sparse tra facebook e twitter, con un'attenta analisi dell'e-mail.
Comincia così, per me, ogni mattina, se non fosse che oggi non è una mattina come tante altre: è San Valentino. E ce lo cacano che è San Valentino!*

Già ieri pomeriggio, un infimo scherzo digitale: Viber che mi manda un messaggio di auguri. E io Viber nemmeno lo uso! E infatti con questo giochetto si è guadagnato la disinstallazzione immediata e un abbonamento a WhatsApp a vita. Tiè.

Poi, stamattina: delle dimissioni del Papa non se ne cura più nessuno, di Sanremo se ne sbattono tutti, apri gli Account e le uniche cose che vedi sono cuori, amori, soli, eccheppallefateviunavitaeamatevisenzasbattermeloinfaccia.
Poi la notifica in alto a destra: Tizio si è fidanzato con Caia.
Poi Groupon che ti invia la newsletter con 800 coupon di cene per due con cameriere, violino e cascate di condom come se non ci fosse un domani.
Poi Alitalia che ti propone una fuga romantica a soli 89 euro e il tuo amore ne paga solo uno.

Sono sveglia da mezz'ora e già capisco che questa sarà un lunghissima giornata.
Decido di documentarmi. Del resto, se questo Valentino ha deciso di rovinare le prossime 12 ore della mia vita, devo conoscerlo un po' meglio per poterlo odiare fino in fondo.

Dunque, San Valentino "è considerato patrono degli innamorati e protettore degli epilettici". Wow, la Chiesa sì che ha sempre creduto nella teoria della divisione del lavoro. Abbiamo un Valentino multitasking che arrotonda lo stipendio dando un contentino anche agli epilettici. E se poi sei sia innamorato che epilettico oggi fai l'en plein e vinci stàceppa.
Proseguo la ricerca: "particolari del martirio: la tortura e la decapitazione", immagino per mano di una massa di zitelle frustrate e incazzose.

Ma perché è considerato patrono degli innamorati? "Sono molte le leggende riguardanti episodi della sua vita... secondo una di queste Valentino unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino. L'unione era ostacolata dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era gravemente malata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non essere mai più separata dall'amata: il santo vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio a Serapia, dopo di che morirono entrambi". Ammazza Valentì, che culo averti incontrato!
Sarà pure la festa degli innamorati, ma una palpatina alle parti basse io oggi ve la consiglierei.
Per tutti gli altri, c'è sempre domani, che quello sfigato di Faustino non percepisce stipendio da secoli ma  non lesina mai gli straordinari.

ammazzati viber


 *(fatemi passare la frase poco elegante, è semplicemente un riferimento a Paz!)

Nessun commento:

Posta un commento