“Ma quindi ieri abbiamo vinto o abbiamo perso?”

Questa frase riassume a grandi linee il mio livello di coinvolgimento in questi Europei di calcio 2016. Non snobbo mica il calcio a livelli stratosferici, diciamo che mi lascia alquanto indifferente. Tranne in un caso: quando gli Europei diventano il pretesto per veicolare delle campagne di comunicazione originali e sul pezzo.

In questo caso le antenne si attivano, come è successo con la campagna provocatoria dell’agenzia parigina TBWA studiata per l’organizzazione no-profit AIDES. “Fate l’amore, non fate la guerra” è il claim ormai più vecchio del mondo, ma in questo caso è veicolato a supporto di un visual niente male.

Europei 2016: la campagna provocatoria AIDES è bella ma poco chiara

La campagna multisoggetto mostra diverse coppie con identità sessuale e origini territoriali differenti; il loro corpo è dipinto con i colori delle bandiere dei loro paesi di provenienza, e la pittura appare un po’ pasticciata in quelle parti del colpo che suggeriscono un recente “approccio” le une con le altre.

Non importa quale sia il tuo orientamento sessuale e quale la tua provenienza, ogni occasione (anche quella degli Europei) è buona per fare l’amore e non la guerra. Purché l’amore sia protetto, perché sì, AIDES è proprio un’associazione per la prevenzione dell’AIDS. Consapevole che occasioni come gli Europei aumentino l’affluenza di persone nelle città parigine e, di conseguenza, la possibilità di “incontri ravvicinati”, AIDES ha voluto trasmettere un messaggio di amore e rispetto reciproco a tutto tondo.

Europei 2016: la campagna provocatoria AIDES è bella ma poco chiara

“La campagna si basa sulla fratellanza tra i popoli e la celebrazione della sessualità”, spiega Aurélien Beaucamp, presidente dell’AIDES, e continua: “In un’epoca segnata da tutte le forme di intolleranza, un po’ di amore e di leggerezza non può che fare bene.”

Una campagna che ho apprezzato per il suo aspetto provocatorio e per la realizzazione fotografica, ma che a mio avviso pecca di chiarezza: per chi non sa chi sia AIDES, infatti, la comprensione del riferimento alla prevenzione dell’AIDS è rimandata unicamente al logo dell’associazione che, con un gioco di colori, nasconde la E per comunicare la sua identità. Il payoff “Mescolatevi, proteggetevi” cerca di colmare questa mancanza ma ha un peso troppo ridotto per cogliere l’attenzione e aiutare la lettura, soprattutto perché il concetto di “protezione” non trova riscontro nel visual.

Europei 2016: la campagna provocatoria AIDES è bella ma poco chiara

A una prima visione, dunque, il messaggio della campagna potrebbe sembrare unicamente quello della fratellanza, sulla falsariga della recente campagna di McDonald’s. Probabilmente se il claim fosse stato diverso e più esplicito, la campagna sarebbe stata promossa a pieni voti. E tu, cosa ne pensi?

Europei 2016: la campagna provocatoria AIDES è bella ma poco chiara

Fonte: AIDES.

 

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